giovedì 30 maggio 2013

La Dinamica Alta è bene.

L’occhio umano, come direbbe Briatore, è tra le cose davvero tooop dalla natura. Ce ne sono di meglio sotto vari aspetti installati in altri animali, ma per i nostri scopi di sopravvivenza sulla terra è il top del glam. Nello sviluppo dei sensori artificiali come quelli nelle telecamere si è raggiunto e a volte superato il nostro occhio, ma sotto l’aspetto della cosiddetta gamma dinamica c’è ancora da lavorare. I buoni vecchi bulbi naturali che ci ritroviamo nella testa sono molto più abili nel catturare contemporaneamente i dettagli nelle zone in ombra e nelle zone molto luminose della maggior parte delle telecamere sul mercato. Un tempo per la pellicola si parlava della latitudine di posa. Linguaggio ormai del mesozoico.
Tra i vari stratagemmi per superare questi limiti in fotografia si è affermata la HDR (high dynamic range) che consiste nel combinare più foto riprese a diverse esposizioni. Combinando minimo due fotografie con diverse esposizioni (una sottoesposta e una sovraesposta) si riesce a recuperare un bel po’ di informazione visiva e a ottenere un’immagine più vicina alla nostra visione. E’ possibile farlo anche con il video? Sì.
Anche qui il trucco sta nel riprendere due fotogrammi con esposizioni diverse e poi “fonderli”.
Grazie al software di cui parlavo nel post precedente si riesce a fare una ripresa in HDR al costo però di un dimezzamento della cadenza dei fotogrammi. Quindi va bene per scene relativamente statiche, altrimenti tutto avrà un sapore comiche anni ’20.
Il maggio all’inglese che ci ritroviamo è ottimo per fare dei test in quanto il cielo è molto interessante e variabile. Così ieri sono salito sul tetto di casa mentre si preparava la tempesta perfetta e ho fatto dei rapidi test prima di restare fulminato. Il recupero di dinamica è notevole e si presta anche a essere ritoccato in modo suggestivo per ottenere un’immagine da sciogno quanto il burro cacao al sapore d’aragosta.


Nessun commento:

Posta un commento