giovedì 3 settembre 2015

Micah Pizza e Fichi.

Un milione di anni fa era maggio scorso e il buon Davide mi disse se volevo venire a fare una ripresa insieme a lui a Micah P. Hinson. Ho detto sì senza neanche sapere chi dove e perché. E’ così che noi giovani 44enni entusiasti rispondiamo alle chiamate.
Così ho scoperto che era un cantante, un po’ Dylan un po’ Drake, simpatico e disponibile a farsi una cantata on the road di fronte al locale in cui di lì a poco avrebbe tenuto un concerto.

Questa pillola è stata poi montata sia da me che da Davide e qui potete apprezzare il diverso approccio.






martedì 18 agosto 2015

Dedicato...

a chi in questo momento è in riva al mare mentre passa un galeone e dei pescatori caricano le reti sui loro barchini quando a terra altri, davanti a un pentolone sul fuoco, si raccontano storie probabilmente marine e un altro con la testa di e.t. è seduto accostato a un pilone vagamente fallico con un cane un po’ appecorato che aspetta al chiaro di luna che anche questa estate finisca.



lunedì 6 luglio 2015

Sgurz.

Superati a destra e a sinistra (ma direi più a destra) dai social rapidi come twitter, facebook, instagram e altro si fa fatica a tenere aggiornato un vecchio arnese come un web log, altrimenti detto blog.
Epperò noi gli restiamo affezionati e quindi, anche se con passo lento, ogni tanto spruzziamo delle info sulle ultime cose fatte, o non fatte, o iniziate e non finite o finite ma non ancora pubblicabili, o…






Per semplificare un po’ di foto a latere degli ultimi set e un video  fatto in un momento di svago. Un saluto ai nuovi incontri, ai nuovi clienti che arrivano, a quelli vecchi che tornano, ai video che giri per denaro, a quelli che giri per imparare, a quelli che non giri perché i protagonisti non si sono presentati, a quelli che non pensavi avresti mai girato, a quelli che girano gli altri e magari sono così belli che li avresti voluti girare tu. Finché il mondo gira si gira perché questo è un po’ quello che ci piace fare tornando sempre al punto di partenza, ma un passo più avanti.

 

martedì 5 maggio 2015

Ouverture alla milanese.

Manhattan. 1979. Di e con Woody Allen. Uno dei miei film preferiti. La storia è un semplice triangolo amoroso condito da una serie di qui pro quo, ma è proprio quando la storia è più semplice che si vede la grandezza di un regista, qui molto simile a un compositore. Perché se la storia è trascurabile, la forma, la messa in scena, il ritmo, lo studio dei personaggi, insomma l’orchestrazione è grandiosa. Woody somiglia a Verdi e, anch’egli amante della lirica a cui il cinema deve molto, apre il film con una classica ouverture. Come in un’opera l’ouverture serve a descrivere con veloci pennellate l’ambiente in cui si muoverà la storia.
L’ambiente è quindi quello di una metropoli, un luogo artificiale, grandioso o misero, amato e odiato in cui convivono migliaia di persone dai destini più diversi, dalle strade divergenti e spesso solitarie.
Ecco tutto questo è anche dove un po’ dove vivo io e la recente trasformazione di Milano in una città più alta e moderna era già di per sé una storia visiva che valeva la pena di registrare.
Così, con la scusa di testare nuove “armi”, ho avuto l’occasione di visitare luoghi e angoli che mi erano sconosciuti, punti di vista spettacolari e bizzarrie architettoniche.
Pensato come uno spezzone di un film più lungo, rimane, per il momento, un remake omaggio a un film e a una città che anzi sono due.



lunedì 9 marzo 2015

Un lavoro in pelle e due no.

Quando in Blade Runner il capo della polizia chiede a Rick Deckard di “ritirare” dal mercato i replicanti ribelli parla di lavoro in pelle. Il ritiro è a tempo indeterminato e Deckard risulta piuttosto abile nel suo lavoro, anche se alla fine non riuscirà a ritirarli tutti.
Nel nostro piccolo non abbiamo fatto la pelle a nessuno, ma semmai ne abbiamo affrescate alcune parti e non certo le più scabrose.
Con le mani abbiamo avuto a che fare già in passato. Questa volta si trattava di giocare sul calembour doppio e carpiato rappresentato dal nome del cliente “Via Solari 6”, numero realizzato con le dita condito (!) dal messaggio confortante, trattandosi di un centro medico, di trovarsi “in buone mani”.
L’idea è stata concepita e modellata dall’agenzia Ideificio. Le mani sono state fornite dal manista FG, così famoso da non voler comparire che con le proprie iniziali.
L’artista dal pennello fino, Marzio, ha realizzato sul dito di FG una dottoressa così avvenente che FG se ne è innamorato e dichiara tutt’oggi di esserne il legittimo fidanzato.
Il risultato degli sforzi combinati è questo:



Sul fronte invece dei lavori in simil pelle abbiamo recentemente realizzato un paio di video in animazione 2D+infografica.




martedì 10 febbraio 2015

Undicimila anni fa.

Per le rubriche: “passami un’amarcorda che mi impicco” e “invecchiare non serve a niente”, ecco, ripescato dalla soffitta della non più breve storia di Fairy Tails un video che nel genere porno verrebbe catalogato tra i “milf” e i “granny”.

Eravamo giovani e scemi e ci si faceva le ossa con qualsiasi occasione si presentasse. In questo caso era lo spettacolo teatrale di un amico che aveva bisogno di uno spot promozionale. Così, rielaborando un famoso pezzo del Dittatore dello stato libero di Bananas, ci venne questo spot che puntava sull’autoironia. Ricordo che l’attore che impersonava il generale, alla lettura della sceneggiatura, oppose delle riserve in quanto sensibile al concetto di tortura. Nella pratica si rese conto che la tortura era solo verbale.
Oggi siamo un po’ più anziani, ma spero scemi uguale se non di più.


lunedì 15 dicembre 2014

Dalla Svezia con furore.

Gli umani fondamentalmente apprendono per imitazione. Da quando alle elementari ricopiavamo all’infinito le lettere dell’alfabeto ai remake il processo è praticamente sempre lo stesso. Si imita e si copia per imparare, si imita per capire cosa c’è dietro e dentro un oggetto.
Così non potevamo mancare l’occasione dell’epica di Star Wars che ci accompagna ormai da 40 anni con l’uscita del video-stuzzichino (teaser) del prossimo film diretto da J.J. Abrams. Lo abbiamo così "svedesizzato".

Termine e meme che ho scoperto essere nato proprio con Gondry e il suo film “Be kind rewind” dove film famosi venivano rifatti a bassissimo budget supplendo alla mancanza di tecnica e tecnologia con trovate brillanti e divertenti.

Sul web è diventato un genere, alimentato dallo stesso Gondry, come si vede in questo bellissimo “sweded” di Taxi driver.

Non abbiamo però seguito alla lettera le regole dello “sweded” e in diverse occasioni abbiamo usato dei trucchi digitali anche se dozzinali. Tipo per “nerizzarmi”. Sarebbe stato più facile usare del trucco e magari venivo più naturale, ma portare fuori la mia anima soul in digitale è stato più complesso e quindi anche più divertente.

O per cancellare il biscottone volante per sostituirlo con il Magnum...

Volendo fare un pensiero superficiale si potrebbe dire che lo Sweded è un’imitazione dell’irrealtà del cinema che a sua volta vuole passare per un’imitazione credibile della realtà o una finzione della realtà o qualcosa che vorrebbe sembrare realtà e qui mi fermo perché altrimenti va a finire che svelo il senso di Interstellar…

Col cinema quindi si gioca a reinventare la realtà e con lo Sweded si cerca di riportare allo stato pre-reale il cinema… Che è lo stato che ha ogni film se venisse svelato quello che c’è oltre e intorno all’inquadratura così come si vede nei dietro le quinte dei film.



Alla fine è un gioco il cui scopo è soprattutto intrattenersi fino a dicembre 2015 (o gennaio 2016?) momento in cui finalmente potremo tornare tutti, per un paio d'ore, molto più giovani.

https://www.youtube.com/watch?v=U1m7dGcILLo

Di seguito il nostro Sweded Teaser.