venerdì 4 marzo 2011

Terzo appuntamento.

Tra le cose più divertenti che un filmmaker può fare da vestito c’è sicuramente il giocherellare con una nuova telecamera che ti promette nuove meravigliose riprese che "prima era impossibile realizzare".
E’ un po’ come un appuntamento al buio dopo una lunga relazione. Non sei più tanto abituato al nuovo e poi ti devi sorbire tutti quei discorsi da manuale, riascoltare per l’ennesima volta da dove viene, quanti fratelli ha, la nuova configurazione del tasto User.

Al primo incontro ti accorgi che è diversa dalle foto che aveva messo su internet. Naturalmente è più bassa e più larga, una faccia squadrata e anche un po’ sgraziata. Una uscita da un film di Almodovar. Le dai comunque una seconda possibilità perché ormai sei lì. Al terzo appuntamento capisci che ce ne sarà un quarto e un quinto. Andrà tutto bene e sarà un amore pieno di passione finché... Non ti innamorerai di una più giovane. I filmmaker tradiscono sempre il mezzo per il messaggio, come scrivo nel mio libro mai pubblicato al capitolo “Farfalloni amorosi”.



Il fotogramma qui riportato è tratto da un backstage di uno spot di cui non posso nemmeno citare il nome altrimenti mi gambizzano (a tale proposito rimando al capitolo del mio libro inedito “Perché il cliente ha sempre torto, ma tu fai quello che dice”).
Questo è proprio il primo esperimento realizzato con il nuovo mezzo di ripresa su cui è stato montato un bizzarro obiettivo che sembra un giocattolo. L’obiettivo ha una focale di 26mm che per un fattore di ritaglio dovuto al sensore utilizzato dalla camera somiglia a un 52mm. Pur essendo un obiettivo grande come un cetriolo è molto luminoso (f.1.4), ma la sua particolarità sta nel creare un naturale effetto vignettatura e sfocatura ai lati della ripresa. Una sorta di effetto Tilt Shift* che chiaramente ne limita l’uso, ma è molto godurioso per chi, come me, preferisce gli effetti ottici in ripresa a quelli aggiunti in postproduzione.
Per la cronaca alcuni filmmaker si divertono molto a provare le camere nuove anche senza vestiti addosso, ma questo blog vuole mantenere ancora per un po‘ un’aria rispettabile. E poi il porno ha fatto un po‘ la fine del lupo. Una volta andava via come il pane, adesso el va no... (per approfondimenti si rimanda al capitolo “Perché i film porno hanno titoli da film porno” del mio libro mai visto).



*mai provato google?

 

1 commento:

  1. utente anonimo5 marzo 2011 21:54

    ebbravo ciccio... e allora... com'è? com'è? :)))

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