giovedì 8 settembre 2005

    IL DIFFICILE MESTIERE DI SPETTATORE
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la complicata esperienza di una nostra socia che ha avuto l'onere di assistere a una proiezione di Get ready in quel di Reggio.

Avevo letto nel BLOG la cronaca della visione di GET READY al festival di Torre Archirafi organizzato nella piazzetta sul mare, piccola e accogliente....e speravo che anche nella organizzatissima e ricca Reggio Emilia si potesse fare qualcosa di accogliente.

Piantina alla mano entro nell'enorme spazio dedicato al Festival dell'Unità e comincio la ricerca della "Tenda del Viaggio" ovvero là dove ci saranno le proiezioni. Sulla piantina la Tenda è il numero 27 ma io, dopo essere passata e ripassata tra il punto 26 (pasticceria) e il punto 28 (zona balli di gruppo),  comincio a pensare che ci sia un errore, perchè la Tenda del Viaggio non la vedo.


Chiedo a circa 30 persone e alla fine un volontario mi indica la Tenda...che si trova effettivamente schiacciata tra il 26 e il 29, ma anche tra i bagni un bar e delle automobili in esposizione.


Soddisfatta del ritrovamento entro baldanzosa e....scopro di essere entrata in un buco nero....un buco nero con moquettes rossa e sedie di plastica bianche; con uno schermo diviso in due dal nastro adesivo, e con 10 compagni di viaggio.


Ma finalmente inizia lo spettacolo, inizia la rassegna "SUL FILO DELLA TENSIONE". Io devo ammetterlo parto prevenuta, cioè avendo già visto GET READY mi immagino che l'alta tensione sia di quel tipo e non sono quindi preparata a quello che mi attende.


GET READY è il numero 8 e prima di LUI si susseguono 7 corti truculenti, sanguinolenti, paurosi e demoniaci. Per metà del tempo tengo gli occhi chiusi e spero che la visione non  rovini per sempre il mio perfetto rapporto con Morfeo...


Vabbè taglio corto: ad ogni visione qualcuno scappa, prima i bambini, poi le donne incinta e per ultimi i temerari ed i sadici. Alla visione di GET READY abbiamo resistito in 3, agli ultimi due cortometraggi solo in 2 perchè me ne sono andata. Per fortuna i balli di gruppo (che di solito detesto) mi hanno ridato il coraggio di tornare a casa da sola in bicicletta.
Barbara.
(Nella foto Sulcis-Tails, alcuni spettatori a fine proiezione).

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