mercoledì 29 giugno 2005

UN "ITER" LUNGO E FATICOSO
Poco fa mia madre mi chiama per dirmi che è nel buio più pesto da un paio d'ore e che suda perché ovviamente anche il suo  ventilatore è fermo. Che sia già iniziata la stagione dei blackout in saldo?
Io in compenso sudo per due motivi fondamentali: 1) mi ribello all'uso del condizionatore per motivi ecologico-energetici. 2) Il ristorante sotto casa mia evita il sudore dei suoi avventori  immettendo nella mia camera aria rovente proveniente dal loro rumoroso condizionatore . I motivi ecologico-energetici cedono di fronte ad un piatto di linguine allo scoglio.

In questi stessi giorni il mio barile di Brent (il petrolio che si commercia in Europa), che argutamente comprai anni fa e che tengo in bella vista in salotto, sta diventando un investimento capace di sfidare il mattone (la cui bolla invece pare stia per sciupare).

D'altro canto il mio vicino di casa e anche il buon vecchio Crichton sostengono che l'effetto serra non esista e per questo accendono 2 ventilatori e 3 condizionatori e sono sicuro che, solo per il gusto di farmi incazzare, escono di casa lasciando tutte le luci accese.

Del resto l'umano è uso preoccuparsi del suo futuro solo quando la linguina è finita. La politica non è da meno. E visti gli statisti che ci circondano non ci si deve stupire se presto per riscaldarci dovremo bruciare anche la nonna. Così solo al momento dell'ultimo barile ritornano in pista alcune brillanti idee su come procurarsi energia senza bruciare il comodino della nonna.
"Con l'aiuto del sole vincerò" diceva un eroe meccanico della mia infanzia. Lo slogan sembra essere stato preso alla lettera da dei simpatici scienziati che cercano di aprire una succursale del sole sulla terra. La ciambella più costosa della storia si chiama ITER  e trattasi  di un reattore a fusione che dovrebbe realizzarsi in Francia. La domandinza che mi suscita il nobile esperimento è: perché fare un altro sole quando ce n'è uno che funziona benissimo e che ci irradia di energia molte volte superiore alle nostre necessità? I Turchi, che altri fari della politica, reputano indegni di entrare in Europa, da tempo usano pannelli solari sulle proprie case. La stessa cosa avviene in altri paesi avanzati e molto meno assolati del nostro. Da noi invece prevale il godiamocela più che si può... Il fatto è che, Enel a parte,  nessuno se la sta godendo un granché...

1 commento:

  1. utente anonimo14 luglio 2005 21:57

    se si chiamasse Inter sarebbero cazzi per tutti...

    RispondiElimina